Chi di noi oggi non vive una vita frenetica in città e trascorre le giornate sempre di corsa, con i minuti contati? Le metropoli diventano sempre più caotiche e viverci diventa sempre più complicato. Spesso sentiamo il bisogno di staccare la spina e rilassarci anche solo per un weekend. Proprio per questo motivo oggi il turismo sta cambiando. I viaggiatori scelgono di fare viaggi di esperienza e di conoscenza piuttosto che i soliti viaggi nelle note capitali europee, toccata e fuga. Negli ultimi anni, infatti, sta crescendo sempre più l’interesse per un nuovo tipo di turismo: il turismo lento, conosciuto anche come Slow Tourism.

Totalmente opposto al conosciuto e veterano turismo di massa, veloce, di consumo e con poco valore alla tipicità dei luoghi, il turismo lento, un turismo responsabile e sostenibile, consente ai viaggiatori di conoscere in maniera più approfondita e allo stesso tempo vivere i luoghi, chi li abita e soprattutto di privilegiare l’itinerario rispetto alla meta. Questo tipo di turismo si deve considerare una vera e propria filosofia di vita. Fare turismo lento non vuol dire percorrere un determinato percorso a piedi anziché in auto, ma esplorare luoghi sconosciuti e fantastiche attrazioni culturali, immersi nella natura incontaminata, lontano dalle strade principali. Per i viaggiatori abituati a viaggi frenetici, con il desiderio di arrivare il prima possibile a destinazione, rappresenta un cambiamento davvero radicali. Intraprendere un viaggio “lento” non richiede grandi preparazioni; basta solo tanta forza di volontà e tanta voglia di mettersi in gioco. Solo concentrandoci sui nostri passi potremo esplorare il mondo con la forza delle nostre gambe.

I vantaggi del turismo lento

  • Contribuisce ad un turismo sostenibile ed ecologico: quasi tutte le strutture che accolgono slow turists sono strutture ecofriendly, attente al risparmio idrico e che utilizzano fonti rinnovabili. Tali strutture rispettano le risorse locali sia dal punto di vista architettonico e sia dal punto di vista paesaggistico che enogastronomico;
  • Permette di stare a stretto contatto con la natura incontaminata e di conoscere luoghi non comuni ma di altrettanta bellezza. Viaggiare con “lentezza” permette di notare e essere partecipi al tempo stesso ai tanti cambiamenti della natura: le condizioni atmosferiche, il vento, la pioggia, il tramonto, tutti fenomeni a cui assistiamo nella quotidianità, ma a cui non diamo peso perché occupati nei nostri impegni;
  • Aiuta a difendere le tradizioni locali e a preservare l’autenticità dei luoghi. Oggi, molte mete prima sconosciute, sono state promosse come destinazioni di ecoturismo e ciò ha reso possibile valorizzarne le autenticità e gli elementi culturali tipici e riscoprire parchi naturali e luoghi unici delle regioni;
  • Aiuta il corpo e la mente a liberarsi dalle preoccupazioni di tutti i giorni e a imparare a prendere la vita con più calma. Le lunghe passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo a contatto con la natura aiutano a staccare la spina dalla vita di tutti i giorni, a concentrarsi su se stessi, a conoscere i propri limiti e imparare a superarli. Il turismo lento può essere perciò un’ottima medicina anche per se stessi;
  • Contribuisce al miglioramento delle infrastrutture. Strade, ferrovie, parchi e reti di trasporto pubblico devono essere efficienti affinché il turista possa innanzitutto accedere con semplicità alla meta prescelta e successivamente trascorrere il suo soggiorno nella maniera più comoda e tranquilla possibile. Le destinazioni promosse ecosostenibili, più di altre, hanno rinnovato le infrastrutture e la rete di servizio pubblico, ponendosi come obiettivo la riduzione dell’inquinamento e del traffico.

Curiosi di provare questo tipo di esperienza? Allora scarpe comode, zaino in spalla e pronti a iniziare questo meraviglioso viaggio a contatto con la natura.